Due mari come specchi
monili d'oro ridotti a princisbecchi
sono frutti di mare
pescatori e lampare
Fra una nave di stazza
è scirocco e non brezza
non aroma ma puzza
ma non è della cozza
che sa ancora portare le vestigia antiche
di spettacoli andati fasti della Fougez
dall'Alhambra all'Orfeo come era e com'è
il sapore guastato da modernità greche
E ancora non racconto del più grigio gran guaio
una terra che d'arte fu creduta d'acciaio
impoverita e pregante ai piedi di un santo
ci trovò inginocchiati ed intrisi d'amianto
per quel popolo onesto di artigiani e poeti
musicisti e vllani ceramisti e vasai
che rincorsero fasti e una falsa ricchezza
inquinati e malati della loro mondezza
una classe sociale borghese e impiegata
senza Stato e privati ora è disoccupata
una molle Tarentum e la sua involuzione
cassa scassata che non ha integrazione
E si muore anche di questi lavori
e a stento si vive combattendo tumori
slalom di strada escre sacramenta
e la città più vecchia che non ha fondamenta
Il mare che piange perde acqua ed il sale
e le case son rosse, piene di minerale
ed un vino ancor buono lo trovi in cantina
un bambino sta male. colpa della diossina